Il Teatro della Vittoria

AVVISO

Il Teatro della Vittoria è stato dichiarato momentaneamente inagibile a causa del sisma del 24 agosto 2016.

PER INFORMAZIONI

Ass. Il Circolo di Piazza Alta
T. +39 339 588 6927
E. ilcircolodipiazzaalta@gmail.com

Le Marche sono note come la Terra dei Cento Teatri: tanti quanto i teatri piccoli e grandi sparsi nei vari comuni marchigiani, quasi tutti costruiti ai primi dell’Ottocento per volontà di cittadini illuminati. Tra questi Cento c’è anche Sarnano, col suo teatrino da poco più di 100 posti. Un piccolo bijoux di velluto rosso e lucine, una “bomboniera”, come dicono i visitatori non appena mettono piede in platea. 

Il Teatro della Vittoria, oggi intitolato al tenore Mario del Monaco, si trova al primo piano del Palazzo del Popolo e vanta ancora oggi una sua stagione teatrale e una compagnia, Il Circolo di Piazza Alta, che continua ad animare le sue scene con grande impegno e passione.

Compagnia Filodrammatica Sarnanese, primi del Novecento
Teatro della Vittoria di Sarnano

“Lo vène che te vojo Sarnà mio, non saccio come fattelo capì”

ENRICO RICCIARDI, POETA SARNANESE
(al centro nella foto)

Teatro della Vittoria Sarnano
Teatro della Vittoria di Sarnano: antico documento contabile

LE ORIGINI — La storia del nostro teatro inizia nel 1829, quando si costituisce un Condominio Teatrale, composto originariamente da trentasei membri, detti palchettisti, intenzionati a costruire una “sala pubblica per gli spettacoli” all’interno del Palazzo del Popolo. Il progetto fu affidato inizialmente all’ingegner Luigi Fedeli di Sarnano che avviò i lavori nel 1831. Le decorazioni, invece, sono state eseguite dal pittore bolognese Gaetano Ferri, mentre il sipario, che raffigura la “Vittoria alata” è opera del pittore Rossi. La sala teatrale ha una pianta a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e, sulla volta, vi è un elegante disegno neoclassico a velario romano con lunette dipinte a trompe l’oeil. Il boccascena presenta due mensoloni che poggiano su paraste corinzie in finto marmo.

La Società Teatrale

Il Regolamento completo della Società Teatrale risale al 1896. In esso si legge che questa era composta da trentotto condomini tra i quali venivano eletti i funzionari onorari e i soci della Deputazione Teatrale la quale si occupava della programmazione stagionale. Accanto all’organizzazione amministrativa e gestionale per l’uso del teatro, però, la cittadinanza iniziò a promuovere spontaneamente l’allestimento di spettacoli, melodrammi leggeri o operette, tutti con artisti locali, affiancati da appassionati e volontari.

I restauri, il Dopo Guerra, la chiusura

Nel 1935 l’ingegnere Alfredo Arrà fu incaricato del restauro della volta. In una pubblicazione del 1936 si legge, invece, che furono ritoccate le decorazione dei palchi e fu sostituito il lampadario. L’esito di questi interventi non fu affatto positivo: le pitture originarie, costituite da trionfi di strumenti musicali, armi e vasi, infatti, furono ricoperte di stucchi in cartapesta, dipinti con dei paesaggi. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l’uso del teatro fu sempre più limitato fino alla chiusura: scenografie, arredi e macchinari di scena furono distrutti durante l’Occupazione e utilizzati come materiale di riscaldamento. 

Solo nel 1947, con un restauro approssimativo, il teatro fu riaperto ad uso esclusivo dei cittadini sarnanesi. Lo spettacolo inaugurale fu L’Antenato di Carlo Veneziani, una commedia allestita dalla nuova Filodrammatica Sarnanese. Da quel momento riprese l’attività teatrale con diverse produzioni in prosa. Nella seconda metà degli anni Cinquanta, il teatro, ormai in decadenza, fu trasformato in cinema ed utilizzato per le feste da ballo fino al 1968, anno nel quale, con un ultimo veglione la struttura fu chiusa definitivamente in attesa di restauro.

"La piccola Olandese", rappresentazione teatrale dei primi del Novecento
"L'Antenanto", manifesto di riapertura del Teatro di Sarnano

Il restauro degli anni Novanta e la rinascita

Negli anni Novanta iniziò il processo da cura dell’architetto Giuseppe Gentili e del restauratore Gianfranco Pasquali. Gli interventi principali sono stati l’eliminazione degli stucchi del 1935 e la ripulitura della superfici occultate, nonché il ritocco pittorico delle decorazioni originarie, la stuccatura delle lesioni e il consolidamento dell’intonaco. Il nuovo teatro è stato inaugurato il 18 maggio 1991 con lo spettacolo Serata D’amore con Piera Degli Esposti.

Nel 1992 si è costituito il Circolo di Piazza Alta, un’associazione culturale e allo stesso tempo una compagnia teatrale, nata con lo scopo di far vivere il ritrovato teatro, riprendendo l’importante e significativa esperienza delle generazioni precedenti. Tutt’oggi, il nostro teatro è vivo e attivo, grazie anche all’impegno di molti giovani appassionati.

"All we need is love", rappresentazione shakesperiana - 2016

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