La Pinacoteca e i Musei Civici

AVVISO

Purtroppo la Pinacoteca e i Musei Civici sono temporaneamente inagibili per i danni causati dal sisma del 26 e 30 ottobre 2016.

Le opere sono state portate in salvo e saranno momentaneamente destinate ad altre sedi.

 

BIGLIETTI

Intero: 5,00 €
Ridotto: 3,50 €
Residenti: 2,00 €

INFO E PRENOTAZIONI

Ass. Il Circolo di Piazza Alta
T. +39 339 588 6027
E. ilcircolodipiazzaalta@gmail.com

Il Polo Museale di Sarnano si trova in via Leopardi, all’interno dell’ex convento di Santa Chiara e ospita al suo interno: la Pinacoteca, il Museo dell’Arte Sacra, il Museo delle Armi Antiche e Moderne, il Museo dell’Avifauna dei Sibillini, il Museo dei Martelli e una collezione di opere del pittore sarnanese Mariano Gavasci.

La Pinacoteca

La tradizione artistica marchigiana è autonoma e perfettamente riconoscibile: le montagne tra Marche e Umbria, i Sibillini, sono stati in passato un territorio ricco e vitale, punto di passaggio degli spostamenti tra le città del nord, Venezia in particolare, e le vie commerciali che portavano da Roma al mare Adriatico, rendendo queste zone vero e proprio centro nevralgico della produzione artistica.

L’Arte Rinascimentale dell’Appennino, infatti, presenta caratteristiche distinte rispetto alle altre zone d’Italia. La Madonna Adorante il Bambino di Vittore Crivelli (sala 1), gioiello indiscusso della Pinacoteca di Sarnano, è una testimonianza esemplare di questa corrente artistica. Fratello del più noto Carlo, Vittore Crivelli incanta anche l’occhio meno esperto con una pittura fatta di simboli e raffinati dettagli.

Procedendo cronologicamente, ecco le opere di Vincenzo Pagani, pittore fermano, sospeso tra il simbolismo crivellesco e il classicismo compiuto di Raffaello. Santa Lucia e gloria di Angeli e il polittico rappresentante il Compianto sul Cristo deposto (sala 3) sono frutto della fase più matura di questo artista dallo spirito eclettico. Sempre sulla scia del Crivelli si collocano le opere del ginesino Stefano Folchetti, Crocefissione di Cristo (sala 3), e dell’artista di origine slava Marchesiano di Giorgio da Tolentino, Madonna col Bambino, un santo francescano e oranti (sala 2).

Passando dal Cinquecento al Seicento, troviamo Simone De Magistris, pittore caldarolese allievo di Lorenzo Lotto, riconosciuto protagonista del Manierismo Italiano. La sua Ultima Cena (sala 3) si distingue per il particolare impianto scenico tanto insolito per quest’iconografia, quanto frequente nelle opere dell’autore.

Infine, nelle sale 4, 5 e 7 sono esposte numerose opere di artisti marchigiani ed emiliani attivi tra il XVII e il XVIII secolo. Particolarmente significativa è la tela di Pietro Procaccini (sala 4), raffigurante San Francesco nell’atto di donare lo stemma del Serafino agli abitanti di Sarnano, mito fondativo del Comune nato nel 1265.

>> Visita il sito dei Musei

Le collezioni dei Musei Civici

Al piano terra, il Museo dell’Arte Sacra raccoglie oggetti e reliquiari provenienti dalle numerose chiese del territorio comunale. 

Al primo piano, accanto alla Pinacoteca, si trova la sala dedicata a Mariano Gavasci,  pittore Sarnanese attivo nella prima metà del Novecento, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. Al Museo di Sarnano sono esposti oli su tela, disegni e xilografie.

Al secondo piano, tre collezioni completano la visita. Il Museo delle Armi e delle Caccia, con oltre cinquecento pezzi donati dal collezionista Mario Arrà, mostra armi bianche, corte, lunghe e in asta del Cinquencento e del Seicento; armi da fuoco civili e militari con inneschi di vario tipo; spade, daghe, baglionette, pugnali, fucili e pistole, ma anche pezzi d’abbigliamento militare che ripercorrono le epoche lungo il triste fil rouge della guerra.

Nel Museo dell’Avifauna dell’Appennino sono esposti oltre 700 esemplari appartenenti alle specie aviarie dei Monti Sibillini: passeracei, palmipedi, trampolieri, rapaci notturni e diurni tra i quali spicca una maestosa Aquila Reale. La collezione è opera dell’ornitologo Luigi Brancadori.

Infine, il curioso Museo dei Martelli. Una collezione forse unica al mondo, frutto del paziente lavoro di ricerca di Sergio Masini. Il Museo raccoglie martelli da tutto il mondo, utilizzando le infinite declinazioni di quest’oggetto per raccontare culture e mestieri antichi e moderni. 

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