Itinerario nel centro storico di Sarnano

Ci sono due modi per visitare il centro storico di Sarnano.
Il primo è più o meno così: entrate dalla porta Brunforte, scattate una foto dalla terrazza panoramica di Piazza Perfetti, salite lungo via Leopardi, svoltate in via della Costa, vi lamentate per la fatica della salita, arrivate in Piazza Alta, visitate la cattedrale di Santa Maria, date una rapida occhiata ai palazzi intorno, scendete lungo la scalinata di via di Piazza Alta, vi lamentate per la strana dimensione dei gradini e ve ne tornate alla macchina.

Oppure… vi prendete un paio d’ore di tempo e seguite l’itinerario qui sotto che vi porterà a conoscere la vera essenza di questo luogo. Scegliete voi.

via degli Orti, Sarnano

La via degli Orti

Iniziate la vostra passeggiata partendo dal Loggiato di Via Roma, una galleria espositiva costruita su parte di quella che fu la IV cinta di mura (seconda metà del Cinquecento). Percorrete la via tenendo il Loggiato alla vostra sinistra e, dopo circa cinquanta metri, imboccate via San Filippo che si trova alla vostra destra. Poco più avanti, sulla sinistra, incrociate una “piaggia”: qui si apriva la Porta Poggio della IV cinta muraria risalente alla fine del XVI secolo. Ma quante cerchia di mura e quante porte furono costruite nei secoli? Ne parliamo qui. Proseguite lungo via San Filippo dove incontrate, a sinistra, l’omonima chiesetta, chiusa da una porta a vetri che vi permette di vedere l’interno. Superate la chiesa di qualche passo e, volgendo lo sguardo a sinistra, sotto di voi, osservate la zona degli orti, una parte dell’antico incasato distrutta da un terremoto nel 1730 e non più ricostruita. Le aree sulle quali sorgevano le case crollate, infatti, sono state trasformate, nel corso dei secoli, in caratteristici orti urbani coltivati ancora oggi.

Il Barbacane

Al limite della zona degli orti potete vedere i resti della IV cerchia di mura e di una torre di difesa a pianta poligonale. Poco prima di arrivare alla fine della via, alla vostra destra trovate un’apertura alta e stretta, il barbacane. Il barbacane era una tipica struttura difensiva medievale: un porta più piccola rispetto alla principale, quindi più facile da difendere in caso di assedio, affiancata dalla bertesca, una serie di strette aperture da cui lanciare frecce e sassi agli assalitori. Oggi la bertesca è murata, ma la sua forma è ancora ben visibile sulla parete.

Centro storico di Sarnano, via della Costa
Porta Pesa

Porta Castelvecchio e Porta Pesa

Attraversate il barbacane per immettevi in un vicolo stretto e ripido, via Rismondo, e, alla vostra destra, osservate la Porta Castelvecchio sulla II cinta muraria, anche questa ormai murata ma visibile sulla parete. Proseguite verso la scalinata di via della Costa e percorretela in discesa così da attraversare il punto corrispondente alla Porta Castelvecchio posta sulla III cinta muraria. La III cinta muraria risale alla prima metà del 1500 e riguarda solo il tratto che unisce porta Poggio, Porta Castelvecchio, Porta Pesa e porta Bisio. Scendendo vedete sulla destra quello che fu il ghetto ebraico e, sulla sinistra la chiesa della Madonna del Carmine. Scendete ancora attraverso via Buozzi fino ad incrociare via della Vittoria nel luogo occupato, un tempo, dalla Porta Castelvecchio sulla IV cinta muraria. Fate pochi passi a destra lungo via della Vittoria e, alla vostra destra, osservate, inglobata nelle pareti degli edifici attuali, ciò che resta della IV cinta muraria di cui è ancora visibile la merlatura.

Ritornate indietro in via Buozzi e prendete a sinistra passando davanti al palazzo del Monte di Pietà, testimonianza della diffusa presenza di frati francescani in queste zone. Pochi passi ancora e arrivate in largo Decio Filipponi dove, alla vostra destra, osservate la Porta Bisio sulla III cinta muraria. Svoltate a destra in via Cairoli dove incontrate, sempre sulla III cinta muraria, Porta Pesa, meglio nota ai sarnanesi come Arco del Trecento. Da questo accesso passavano i carichi di cereali provenienti dalla campagne per essere pesati e tassati di conseguenza. Accanto alla loggia, inoltre, potete vedere un esempio di case a sbalzo, un particolare tipo di edificio sulla cui origine non si hanno ancora certezze.

Salite, a sinistra, nella sovrastante via Mazzini passando davanti alla chiesa dell’Annunziata, oggi sconsacrata. Continuate sulla stessa via per pochi metri, svoltate a destra e salite a sinistra lungo una breve scalinata che vi conduce in via Baracca e percorretela verso destra tornando nuovamente sulla scalinata di via della Costa. Salite, a sinistra, fino ad incrociare via Leopardi. Scendete lungo il vicolo alla vostra destra e, dopo pochi passi, a sinistra, sulla parete di un edificio, osservate la traccia di quella che fu la Porta Castelvecchio sulla I cinta muraria (XIII sec). Perché insistiamo a indicarvi tutte le collocazioni di una porta che effettivamente oggi non esiste più? Perché Porta Castelvecchio è l’unica ad essere stata ricostruita lungo tutte e quattro le cerchia murarie e, inoltre, la distanza tra le Porte vi dà la misura dell’allargamento progressivo dell’incasato.

L’antico convento e l’arco dell’Assassino

Tornate indietro e percorrete il tratto pianeggiante di via Leopardi. Alla vostra sinistra c’è la Chiesa di S. Chiara e, nel piazzale retrostante, l’ingresso della Pinacoteca e dei Musei Civiciche vale la pena fermarsi a visitare. Ancora qualche decina di metri e, a sinistra, incontrate la Chiesa di San Francesco e il Palazzo Comunale che ospita al suo interno anche la biblioteca dove sono custoditi preziosi volumi e manoscritti di notevole interesse storico e culturale. In origine tutti questi siti erano un duplice complesso monastico: quello delle suore Clarisse (oggi Museo) e quello dei frati Francescani (oggi Municipio). Tornate sui vostri passi in via Leopardi e, alla vostra sinistra, dove inizia la scalinata di via di Piazza Alta, osservate, ben visibile sulla parete, la traccia della Porta Brunforte sulla I cinta muraria. Proseguite ancora lungo via Leopardi e, dopo pochi passi, a sinistra, salite la scalinata sotto l’Arco dell’Assassino, chiamato così per via di un delitto i cui dettagli sono ormai stati dimenticati.

La via di Piazza Alta

Attraversate il passaggio sotto l’arco e arrivate in Via Trento, svoltate a sinistra e continuate fino ad incontrare nuovamente la scalinata di via di Piazza Alta. Iniziate a salire lungo le scalette e, alla vostra sinistra, si aprirà quella che chiamiamo la piazzetta dei Tigli (ufficialmente Piazzale Vittorio Veneto), una delle rare, ma suggestive piazzette del centro storico. Beh, se siete stanchi fermatevi a riposare, perché c’è ancora molto da vedere. Quando vi sentite pronti a ricominciare percorrete tutta la piazzetta e infilatevi nel vicolo alla vostra destra; arriverete così, alla sommità del centro storico. Vi trovate in Piazza Alta, incorniciata dai maestosi palazzi simbolo degli antiche autorità civili e religiose: il palazzo del Podestà, il Palazzo del Popolo, cioè la sede originaria del Municipio al cui interno si trova il bellissimo Teatro della Vittoria, risalente al 1834, il Palazzo dei Priori e la Chiesa romanica di Santa Maria di Piazza Alta, con l’annessa canonica.

Centro storico di Sarnano

La finestra sui Sibillini

Camminando davanti al Palazzo del Popolo, volgete lo sguardo dentro la cornice disegnata dai muri della Chiesa e della canonica: davanti ai vostri occhi si snoda la skyline disegnata dal Monte Sibilla, dal Pizzo Tre Vescovi, dal Monte Castel Manardo e da Pizzo Meta. Sono i Monti Sibillini, i Monti Azzurri cantati da Giacomo Leopardi, i monti fatati su cui gli autori medievali scrissero storie meravigliose e piene di magia. Guardate con attenzione, ascoltate in silenzio, riaccendete un po’ di fantasia: non le vedete le fate dalle zampe caprine che scorrazzano sugli altipiani? Non riuscite ad immaginarla, maestosa e sapiente, che scruta la valle dall’ingresso della sua grotta: lei, la Sibilla Appenninica? Ma questa è un’altra storia…
Ora voltate le spalle alla Chiesa di Santa Maria di Piazza e osservate di fronte a voi i colli boscosi tra cui quello di Valcajano di Roccabruna, località in cui sorgeva l’omonimo eremo francescano citato anche nei libro dei Fioretti di san Francesco.Completate il giro della piazza, ma non scendete dalla strada principale né riprendete la scalinata da cui siete venuti. Accanto al Palazzo del Popolo, trovate delle scalette che si immettono in una viuzza. Scendete da lì e alla vostra destra dopo qualche passo si apre la terrazza della Taverna della Luna affacciata sulle colline marchigiane che digradano verso il mare adriatico da un lato e, salgono sull’Appennino fino al Gran Sasso, Maiella e monti della Laga, dall’altro.

La Picassera

Riprendete fiato e scendente nel vicolo alla vostra sinistra attraversando quella che fu la Porta Poggio sulla I cinta muraria. Percorrete tutto il tratto in discesa di via della Montagnola fino ad arrivare in quella che è probabilmente, la più caratteristica delle piazzette nel centro storico di Sarnano. Se consultate la cartina ufficiale del centro storico, in questo punto troverete scritto via XX Settembre, ma provate a chiedere dove si trova a un sarnanese e quasi sicuramente vi dirà che avete sbagliato comune. Questa è per tutti la Picassera, piazzetta silenziosa d’inverno, luogo d’incontro d’estate. 

Centro storico di Sarnano, Piazzetta della Picassera

Sull’origine del toponimo si conoscono due ipotesi. La prima, di maggiore rigore storico, sostiene che Picassera derivi dalla locuzione “ai piedi del cassero”, in quanto la piazzetta si apre a limite della prima costruzione fortificata nonché alla base di una costa che porta dritta a Piazza Alta. La seconda, di origine popolare, riconduce il nome al chiacchiericcio delle “piche”, parola che nel dialetto locale indica sia le gazze, sia le comari chiacchierone, che immaginiamo popolassero le finestre e i muretti della piazzetta. Sedetevi in panchina e godetevi la quiete della Picassera… o l’allegria dei suoi abitanti.

Piazza Perfetti

Riprendete il cammino svoltando a sinistra in via XX settembre e percorretela tutta fino a sbucare in Piazza Perfetti, ai piedi dell’attuale Palazzo Comunale. Affacciatevi dalla terrazza panoramica e ammirate di nuovo i Monti Sibillini: visti da qui sembrano proprio silenziosi guardiani del borgo di Sarnano che si distende placidamente ai loro piedi. Scendete a destra attraversando la Porta Brunforte sulla II cinta muraria e proseguite diritti fino ad arrivare al cosiddetto Borgo che segna il passaggio dal centro storico alla parte nuova del paese.
Beh, il cammino è terminato. Se avete percorso l’itinerario con lo spirito giusto è probabile che abbiate voglia di ricominciare da capo, di procedere ancora più lentamente, posando lo sguardo sui particolari, sui volti di qualche anziano seduto placidamente davanti alla porta, sui gatti che vi scrutano misteriosi dai davanzali… Ma soprattuto, ora che la frenesia da turista è soddisfatta, fermatevi ad ascoltare i silenzi di queste antiche mura: vi narreranno storie incredibili e familiari allo stesso tempo, proprio come quelle cose che non sapevate di aver perso, ma che improvvisamente sapete di aver ritrovato.

Pin It on Pinterest

X