I Sibillini immaginari di Giorgio Tassi: l’arte di meravigliarsi

Fotografare per conoscere, fotografare per comprendere, fotografare per cogliere l’essenza.
Del resto, è attraverso le rappresentazioni che conosciamo e comprendiamo la realtà. Rappresentazioni che passano attraverso i linguaggi umani. Come la fotografia, che racconta la realtà scrivendo con la luce. Ed è con la luce delle albe, dei tramonti e delle stelle, con le ombre degli alberi, con la foschia della nebbia, con il tremolio della pioggia, che il fotografo Giorgio Tassi ha raccontato i Monti Sibillini.

Domenica 29 luglio alle 18.30 , al Loggiato di via Roma di Sarnano, Tassi presenta i suoi Sibillini immaginari, ma potremmo dire anche Sibillini immaginati, perché ogni foto richiede uno sforzo di immaginazione, richiede creatività e capacità espressiva per raccontare la meraviglia che si schiude davanti ai propri occhi.

Giorgio Tassi - Sibillini Immaginari

Che cos’è la meraviglia? Per Giorgio Tassi meraviglia può essere tutto ciò che accade intorno a lui: meraviglia è natura. E contemplare la meraviglia è una capacità spiccatamente umana che dobbiamo ravvivare e riscoprire ogni giorno. Per questo, Giorgio ci ricorda le parole del filosofo tedesco Ernst Cassirer che nel suo “Saggio sull’Uomo” scrive: «io posso passeggiare e sentire il fascino del paesaggio. Mi posso rallegrare della mitezza dell’aria, della freschezza dei prati, della varietà e dell’allegria dei colori, del fragrante profumo dei fiori. Ma poi sento che avviene un improvviso mutamento nel mio spirito. Sono entrato in un nuovo regno, non più quello delle cose esistenti, ma quello delle forme viventi. Abbandonata l’immediata realtà delle cose, vivo ora nel ritmo delle forme spaziali, dell’armonia e del contrasto dei colori, dell’equilibrio tra luce ed ombra».

«Il paesaggio» ci ricorda Giorgio «non ha solo un’accezione geografica, ma è una categoria estetica in grado di esprimere sia un flusso emotivo, sia una necessità di astrazione. È paesaggio, il luogo dell’accadere, dell’accadersi; la visione o meglio la percezione del paesaggio è il “qui ed ora” di un sentire necessario, che traduce da una sequenza di forme, volumi, linee, un sentimento di partecipazione e annullamento catartico».

Con la sua operazione artistica Giorgio Tassi ci rammenta che i paesaggi naturali non sono quadri da ammirare, ma realtà da vivere e da comprendere.  Giorgio, infatti, ci racconta i suoi paesaggi e, attraverso la macchina fotografica, ci rende partecipi della sua visione interiore, mostrandoci come il distacco ci consenta di cogliere l’essenza più intima delle cose e di riaffermare la corrispondenza finale tra uomo e natura.

Ora, dopo 30 anni di lavoro, la ricerca artistica di Giorgio Tassi è diventata un libro dal titolo “Io sono stato qui – Sibillini immaginari”. Un libro che oltre ad essere una raccolta dei suoi scatti più significativi è anche un manuale di fotografia che lascia da parte i tecnicismi in favore dell’esperienza.  “Io sono stato qui” fa quello che dice il titolo: racconta l’essere dell’uomo nel paesaggio, la fatica, le sensazioni provate tra strade di montagna e altipiani fioriti, campi innevati e greggi al pascolo, tra distese verdeggianti e boschi ombrosi. “Io sono stato qui” racconta la meraviglia dello stare al mondo in una natura incredibile come quella dei nostri Monti Sibillini, racconta il percorso dell’autore tra arte e filosofia: una ricerca profonda del rapporto tra osservato e osservatore attraverso la lente della macchina fotografica.

 Giorgio Tassi presenta il suo libro domenica 29 luglio alle ore 18.30, al Loggiato di via Roma a Sarnano. Che conosciate ogni filo d’erba dei Sibillini o che siate dei viaggiatori di passaggio, venite. Ne uscirete pieni di meraviglia.

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