Storia di Sarnano: dai Piceni alla nascita del Comune

Il Comune di Sarnano ha da poco compiuto 750 anni, ma la sua storia getta le radici in tempi molto più remoti, intrecciandosi con note vicende della storia nazionale e transnazionale.

Al tempo dei Piceni

Il territorio di Sarnano è stato abitato dai tempi più remoti e numerosi popoli hanno lasciato traccia del loro passaggio. Gli Umbri e i Piceni sono vissuti sicuramente in questi luoghi, ricchi di risorse naturali, in particolare di sorgenti d’acqua, boschi e pascoli. Sarnano, inoltre, era passaggio obbligato per chi volesse scavalcare l’Appennino. Toponimi come Valle Jana e Tennacola riconducono alle antiche divinità pagane di Janus (Dio Sole per i Piceni) e Tinia (lo Zeus etrusco). Nelle campagne intorno al paese, inoltre, è stato ritrovato un cippo ovale, probabilmente un altare pagano, oggi noto come Pietra di Terro o Uovo di Sarnano.

Al tempo dei Romani

Il ritrovamento di cippi di centuriazione romana la tempo di Augusto convalidano l’ipotesi sull’origine prediale del nome Sarnano. Dall’iscrizione su di un cippo di confine (Decumano IIII, Cardo I-II-III) ritrovato tra Sarnano e Amandola si deduce che il territorio era diviso in una zona centuriata e una non centuriata: quest’ultima corrispondeva con i territori montani coperti di pascoli e boschi e destinati all’utilizzo da parte dell’intera comunità.

Al tempo di Carlo Magno

Alla caduta dell’Impero Romano questi territori furono interessati dalle invasione dei Goti, dei Longobardi e dei Franchi, i quali introdussero il sistema feudale.

All’inizio dell’anno Mille l’impero romano con le sue città è ormai un flebile ricordo: il centro della vita medievale è il castello, spesso arroccato su un’altura, alla confluenza tra due fiumi, non lontano dalle principali vie di comunicazione.

Di tutte le famiglie Franche, a noi, però ne interessa una in particolare, quella dei Mainardi, da cui tra l’altro deriva il nome del Monte Castel Manardo sopra Sarnano. Il personaggio che più ci interesse è Fidesmido, che tra attacchi armati e acquisizioni in denaro, riesce ad assoggettare i signori del Castello di Malvicino ed entrare in possesso dei territori tra Sarnano e Gualdo. Nel 1244 i territori di montagna passano al figlio Rinaldo, il quale si stabilì nel castello di Brunforte divenendo così il famoso capostipite dei Signori di Brunforte.

Al tempo dei Brunforte

I castelli nel territorio di Sarnano erano diversi: oltre a Brunforte e Malvicino, troviamo  anche Poggio San Michele, Schito, Castelvecchio, Bisio, Balzo, Terro, Poggio San Costanzo, Castel Mainardo, Garulla, Galgino e San Savino. Saranno proprio gli abitanti in fuga da questi castelli a dar vita alla Comunanza di Sarnano, ma andiamo con ordine.

Le vicende relative alla nascita del Comune di Sarnano, infatti, sono strettamente legate a quelle, più ampie e note, della lotta tra il Papato e l’Impero. Si dà il caso che il nostro Rinaldo di Brunforte fosse considerato da Federico Barbarossa uno dei più fedeli e preziosi alleati dei ghibellini nella Marca, tanto da essere trattato come vicario imperiale anche in assenza di una nomina ufficiale. Alla morte di Federico II, nel 1250, però il dominio dei ghibellini nella Marca vacilla e i piccoli moti di insoddisfazione popolare nati nei decenni precedenti acquistano forza, così Rinaldo cerca nuove alleanze nel Papato. Nel 1260, in seguito ai successi di Manfredi, Rinaldo cambia di nuovo fazione, vedendosi così riconosciuti numerosi territori. Nel 1264 Papa Urbano IV manda nella Marca il Cardinale Simone Paltinieri minacciando Rinaldo e altri, di presentarsi al suo cospetto pena la scomunica e la perdita dei territori come sanzione per aver appoggiato la causa imperiale. Rinaldo di Brunforte non si presenta all’appello.

La nascita del Comune

Il 1 giugno 1265 il Cardinale Paltinieri svincola gli abitanti della Comunanza di Sarnano dalla soggezione ai signori di Brunforte, ma appena un anno dopo, con la sconfitta di Manfredi e il sostegno ricevuto di Carlo D’Angiò, la politica della Chiesa cambia nuovamente. Il nuovo legato pontificio, Fulcone di Poggio Ricardo, restituisce Sarnano ai Brunforte senza però annullare il provvedimento emanato da Paltinieri. Il paradosso politico porta allo scontro tra Rinaldo di Brunforte e gli abitanti del neonato Castello di Sarnano.

Le dispute cesseranno solo il 19 giugno 1281, quando su suggerimento di Fulcone, i Sarnanesi e Rinaldo decidono di scendere a patti affidando la soluzione della disputa a due abati: Giovanni dell’Abbazia di S. Vincenzo e S. Anastasio di Amandola e Mauro dell’Abbazia di Piobbico. Il 14 luglio l’accordo viene firmato da non meno di quattro notai e il 23 novembre, Rinaldo, dopo essere stato eletto podestà a Pisa, autorizza i suoi figli a concedere la libertà a tutti i vassalli, compresi gli abitanti di Sarnano. Che questa decisione gli derivi dalla volontà di mantenere i possedimenti terrieri o dalla consapevolezza che il mondo sta cambiando, difficile a dirsi.

Il 23 giugno 1282 gli Abati Mauro e Giovanni emettono il loro verdetto definitivo: i Signori di Brunforte devono riconoscere il comune di Sarnano, considerarsi suoi castellani e distruggere tutti i castelli di loro proprietà ad eccezione di quello di Brunforte. Con quest’atto finisce ufficialmente l’epoca dei Brunforte e inizia quella del Comune di  Sarnano. Rinaldo, ultimo nobile esponente di un mondo ormai in declino, morì il 30 agosto di quello stesso anno.

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