Le origini dello stemma di Sarnano: il Serafino di San Francesco
Sarnano è l’unico Comune italiano ad avere come stemma un Serafino: l’Angelo di Fuoco. Secondo la tradizione, questo simbolo fu un dono di San Francesco d’Assisi che, di passaggio in questa zona, per pacificare le discussioni tra i signori delle cinque contrade della neonata comunanza, si genuflesse e impresse il disegno nel terreno con il nodo del cordone che cingeva il suo saio.
Per rendere omaggio a questa tradizione, il 1° giugno 2023, in occasione del 758° anniversario del riconoscimento del Comune di Sarnano, è stato inaugurato, in Piazza Alta, il gruppo scultoreo “Il Serafino di San Francesco”, realizzato dallo scultore marchigiano Fabrizio Savi su commissione dell’Amministrazione Comunale di Sarnano.
Il racconto della tradizione
Secondo la tradizione, agli esordi della comunanza di Sarnano, i signori delle cinque contrade della zona erano in disaccordo riguardo allo stemma da adottare. Volle il caso che la questione arrivasse alle orecchie di San Francesco, che in quel periodo si trovava nel vicino convento di Roccabruna. Il Santo e i litiganti si incontrarono nella zona di Campanotico, a metà strada tra il villaggio, il convento e il castello dei signori di Brunforte, che all’epoca avevano il dominio di questo territorio. Si narra che San Francesco, ascoltate le ragioni di tutti, si inginocchiò a terra e, con l’estremità del suo cordone, impresse su una pergamena un volto circondato da sei ali: il Serafino, lo stesso angelo che gli apparve quando ricevette le stimmate. Quel simbolo era un dono del Santo alla comunità e anche un invito ad affrontare pacificamente le questioni che si sarebbero presentate da lì in avanti. Fu così, che i primi sarnanesi smisero di discutere ed ebbero finalmente il loro sigillo: uno stemma più prezioso di quanto avrebbero mai potuto immaginare.
Sulle tracce del francescanesimo a Sarnano
Il Comune di Sarnano è stato riconosciuto ufficialmente il 1° giugno 1265, trentanove anni dopo la morte di San Francesco. Nonostante questa discordanza temporale, la tradizione affonda le sue radici nei fatti storici e, ancora oggi, possiamo rintracciare un profondo legame tra San Francesco e questo territorio.
Non lontano dal centro di Sarnano, infatti, in una zona boscosa sotto i monti Pizzo Meta e Ragnolo, si trova l’eremo di Soffiano che, a partire dal XIII secolo, fu occupato dai Francescani. Questo luogo è citato persino nei capitoli 46 e 47 dei Fioretti di San Francesco, l’opera che ha contribuito a diffondere nel mondo i valori francescani. Non lontano dall’eremo, nella zona di Valcajano, sorge il convento Roccabruna, un antico edificio che ospitò i Frati Minori fino al 1327.
Roccabruna rientrava nella sfera di influenza dei Brunforte, una potente famiglia che aveva sicuri legami con i Francescani, di cui troviamo testimonianza nel testamento di Rinaldo il Grande, ultimo feudatario della zona Sarnano. Egli, infatti, lasciò una cospicua donazione all’ordine dei Frati Minori del fermano e venticinque libbre al Convento di Roccabruna, con la raccomandazione ai suoi figli di preservarlo e di provvedere ai bisogni dei frati così come aveva disposto anche suo nonno, Fildesmido da Mogliano, morto intorno al 1250.
Tra i lasciti di Rinaldo ci sono anche cento libbre destinate a suo figlio Ugolino, frate francescano, per l’acquisto di libri. I volumi raccolti da quest’ultimo e dai frati di Roccabruna rappresentano, probabilmente, il nucleo originario della biblioteca francescana di Sarnano.
Tra i numerosi volumi antichi e preziosi in essa conservati, c’è anche il manoscritto Miscellanea francescana, noto come E 60. Si tratta di un codice antico e raro, scritto a più mani in epoche differenti, che contiene un primo nucleo di episodi relativi alla vita di San Francesco d’Assisi, che poi confluiranno in varie opere, tra La leggenda dei tre compagni, La leggenda perusina, e gli Actus beati Francisci et sociorum eius, questi ultimi conosciuti nella forma volgarizzata con il titolo I Fioretti di San Francesco.
Il simbolo del Serafino attraverso i secoli
Tutti i documenti ufficiali del Comune di Sarnano, fin dalle origini, sono contrassegnati dal sigillo del Serafino. In una memoria del 1599 si legge che il sigillo originale si ruppe e il priore incaricato di farne uno nuovo aggiunse, di sua iniziativa, una croce. Il tesoriere del Comune, però, si rifiutò di pagare la spesa e in consiglio ci fu quasi una rivolta “poiché Sarnano non conosceva altro sigillo che quello dato dal Santo Francesco con il solo Serafino”.
La scena di San Francesco che dona il Serafino ai sarnanesi compare anche in diverse opere d’arte tra cui un ciclo di affreschi realizzato da Nicolò Circignani, detto “Il Pomarancio” (1587-88) nel chiostro della Chiesa di San Pietro in Montorio in Roma. A commissionare l’opera fu Costanzo Torri, noto anche come Cardinal Sarnano in onore del suo paese di origine. Torri (sul cui vero cognome sussistono dei dubbi) era tanto legato al simbolo del Serafino che lo adottò anche come sigillo cardinalizio. La rappresentazione dell’episodio è contenuta anche in una raccolta di tavole di Francesco Villamena che riporta, nel frontespizio, la dedica al Cardinale.
Qualche anno più tardi, nel 1646, il Comune di Sarnano commissionò a Pietro Procaccini una tela sullo stesso tema e nel 1707 il sarnanese Antonio Picarelli, vescovo di Narni, ne fece realizzare un’incisione.
San Francesco delinea lo stemma del comune di Sarnano nella figura di un serafino di Pietro Procaccini – Pinacoteca di Sarnano
Particolare dell’affresco di Nicolò Circignani Episodi della vita di San Francesco d’Assisi (1586 – 1587) nel chiostro della Chiesa di San Pietro in Montorio in Roma.
Raffigurazioni dello stemma di Sarnano del 1625.
>> Torna a La storia di Sarnano
Altri articoli
“Luci d’arte”: il 3 e 4 luglio Sarnano celebra la cultura con la riapertura della Pinacoteca Civica
Due serate tra arte, letteratura, musica e suggestioni luminose. Il nuovo allestimento museale sarà presentato venerdì 3 luglio con una visita guidata dello storico dell’arte Alessandro Delpriori
Sarnano, successo per la prima rassegna letteraria “Voci del Territorio”
L’evento, alla sua prima edizione, ha registrato una partecipazione significativa, confermando il forte interesse della comunità per momenti di confronto e approfondimento culturale.
Sarnano a Pasqua, tra riti e tradizioni
La Settimana Santa a Sarnano si vive attraverso momenti di grande raccoglimento e partecipazione, che ogni anno richiamano fedeli, famiglie e visitatori. Superata la Domenica delle Palme, che segna la fine della Quaresima e l’inizio della Settimana Santa, con la suggestiva visita dei sepolcri del Giovedì Santo fino alla toccante processione del Cristo Morto del Venerdì Santo e alla solenne celebrazione della Santa Messa di Pasqua, il paese rinnova tradizioni profonde che custodiscono fede, memoria e senso di comunità.
Sarnano è molto più di un piccolo paese.
È un luogo dello spirito.
SEGUICI SU
© Comune di Sarnano 2016-2024 | P.IVA 00140670431 | Tutti i diritti riservati | Credits | Privacy Policy| Cookie Policy | Gestisci i cookie | Contattaci | Dichiarazione di accessibilità








