Le rosette celtiche nel centro storico di Sarnano: un’ipotesi

Se avete già dato un’occhiata all’itinerario che proponiamo all’interno del centro storico di Sarnano o avete letto l’articolo dedicato alle Porte del Morto, avrete ormai capito che per questo piccolo borgo medievale è un libro aperto sul passato e sulle radici di questa comunità. Riuscire a leggere tra le sue pagine di mattoni e sampietrini è un privilegio riservato agli osservatori attenti: quelli che arrivano in Piazza Alta senza avere il fiato corto, perché hanno passeggiato lentamente, cerchia dopo cerchia, soffermandosi sui particolari. È a questi esploratori dall’animo curioso che dedichiamo questo nuovo articolo dedicato alle rosette celtiche nel centro storico di Sarnano.

Monogrammi e rose celtiche a Sarnano: il significato

Tra i numerosi portali del centro storico ce ne sono alcuni che attirano l’attenzione per la presenza di un simbolo particolare: la rosa celtica, detta anche rosa dei pastori, stella fiore o rosa carolingia. Questi simboli sono visibili  su quattro edifici: in Via Trento 206, in Via della Costa 296, lungo le scalette di San Francesco e sull’attuale Palazzo Comunale tra via Leopardi e Piazza Perfetti.

Rosette celtiche sui portali di Sarnano - disegni originali di Lando Marzialetti

Rosette celtiche sui portali di Sarnano – disegni originali di Lando Marzialetti

A parte quella lungo le scalette di San Francesco, tutte presentano anche un monogramma indicante che la casa apparteneva a una famiglia importante: questi simboli infatti erano ottenuti intrecciando le iniziali del capofamiglia espressi in caratteri gotici ed erano un segno distintivo della nobiltà medievale.

Ma come mai ci sono incisi simboli celtici nel centro storico di Sarnano?

 

Chi erano i Celti e come arrivarono nelle Marche

I Celti erano un popolo contemporaneo dei Greci e dei Romani dai quai furono considerati un’etnia bararica.

Come altre popolazioni barbariche, i Celti hanno avuto moltissime influenze sui popoli italici. La zona dell’Appennino fu popolata principalmente dai Longobardi, ma non è improbabile che ci siano state contaminazioni anche con i Celti, i quali si stabilirono soprattutto nell’anconetano dove presero il nome di Galli Senoni (da cui deriva il nome della città di Senigallia).

Su come le rose celtiche siano finite sui portali del centro storico di Sarnano, però, non c’è una spiegazione davvero attendibile: sono state semplicemente avanzate delle ipotesi, per cui prendetele per quel che sono e godetevi la storia.

I Celti a Sarnano: due ipotesi e un azzardo

Nella storia ufficiale di Sarnano non si parla di Celti: si parla di Longobardi, Franchi, Alemanni, ma non di Celti. Quindi è poco probabile che le famiglie autoctone potessero vantare origini celtiche. Secondo alcuni studiosi, tra cui Lando Marzialetti, è possibile che qualche personaggio di rilievo della comunità locale, affascinato dalla cultura dei Celti, si sia attribuito (inventandosela) una qualche discendenza millenaria da questo popolo per aumentare il suo prestigio agli occhi dei compaesani. Una spiegazione non improbabile, ma neanche del tutto soddisfacente. Vediamo perché.

Dalle facciate delle case su cui sono incise le rosette celtiche trapela una certa ricercatezza costruttiva: decorazioni, balconcini,  colombaie e, in generale, un’eleganza e una raffinatezza che distingue queste case dalle altre. In una di queste abitazioni, alcuni anni fa, è stato rinvenuto anche un mortaio di pietra che con una rosa celtica scolpita su ogni lato. Un oggetto che ha poco a che vedere con la tradizione scultorea locale.
Tutto ciò, unito alla presenza di monogrammi sui portali, porta a pensare che le famiglie che abitavano questi edifici discendessero davvero a una stirpe straniera, magari chiamata a Sarnano proprio per dirigere la comunità. I locali infatti, erano per lo più boscaioli e pastori e, una volta ottenuta l’emancipazione come libero Comune nel 1265, è probabile che abbiano sentito l’esigenza di una guida più colta.

Dagli studi di Padre Giacinto Pagnani sappiamo che la Chiesa di S. Maria di Piazza Alta fu costruita sulla sommità del paese da alcuni monaci dell’Abbazia di Piobbico che poi edificarono, poco più in basso, anche la loro abitazione. Questa casa, ancora oggi visibile in via Trento 26, è un campionario di elementi architettonici inediti in quel tempo a Sarnano: porta del morto con porta di casa affiancata, portale devozionale con architrave poggiante su mensole, portale a sesto acuto di pietra per la rimessa dei cavalli e dovunque monogrammi e rosette celtiche. Perché?
Lando Marzialetti, nel suo libro sul centro storico di Sarnano, ha avanzato un’ipotesi: se questa era la casa della prima autorità religiosa sarnanese è probabile, com’era tradizione, che questa persona provenisse dal ramo cadetto di qualche famiglia nobile. Magari straniera, magari celtica, viste le incisioni. Ed è anche probabile che fu lui a chiamare altre famiglie della sua gente offrendo loro un posto di prestigio nella nascente comunità sarnanese.

C’è da aggiungere, poi, che le rosette celtiche di Sarnano appaiono quasi sempre insieme a un monogramma contenete le stesse tre lettere L P E: identificano quindi tutte la stessa casata?

Monogramma sui portali di Sarnano

Monogramma sui portali di Sarnano

Eppure, questi monogrammi si trovano su abitazioni costruite in periodi diversi: se la casa in via Trento 226, infatti, fa parte del primo nucleo abitativo, l’attuale palazzo comunale è stati costruito più tardi. Le stesse rosette, infatti, hanno cambiato forma: le prime sono incise e estremamente stilizzate, le ultime sono in rilievo e dall’aspetto più realistico. Inoltre, nel capitello di spigolo sul palazzo del comune in Piazza Perfetti, il monogramma L P E è evoluto in una forma più articolata e presenta una rosa celtica in rilievo incorporata nella L.

Monogramma sul palazzo comunale di Sarnano - disegni originali di Lando Marzialetti

Monogramma sul palazzo comunale di Sarnano – disegni originali di Lando Marzialetti

Ed è proprio sulla questione del Palazzo Comunale che la faccenda si complica, perché secondo le fonti storiche di cui siamo in possesso, questo edificio era un antico convento francescano poi trasformato nell’Ottocento in Municipio. Perché allora anche qui compaiono i simboli della casa dei primi monaci in via Trento? Quando sono stati incisi? E che fine ha fatto la stirpe del monogramma L P E e delle rosette celtiche?

Beh, questo per adesso, rimane un mistero. Anche se ci azzardiamo ad avanzare un’altra spiegazione. Meno intrigante, meno rigorosa, ma forse (diciamo forse) plausibile.

Le rosette celtiche, a dirla tutta, non appaiono solo sui portali finora citati. Capita di vederle sui mattoni che compongono le pareti di diverse abitazioni private, a volte in bella vista, a volte più nascoste, ma quasi sempre sembrano trovarsi lì per puro caso. E se le rosette celtiche fossero la firma di un costruttore che aveva visto il simbolo da qualche parte e lo replicava sui propri lavori? O, meglio ancora, se fossero un simbolo identificativo usato dai produttori di mattoni? A Sarnano del resto si producevano mattoni nelle fornaci.

Troppe coincidenze per una spiegazione così banale, dite? Ma in fondo, si sa, l’uomo cerca sempre spiegazioni affascinanti per le cose che non riesce a capire. Le rosette celtiche di Sarnano, fino ad oggi, rientrano in questa categoria.

 

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Sarnano è molto più che un piccolo paese.
È un luogo dello spirito.

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